Fascite plantare: cure naturali e veloci per guarire definitivamente.

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La buona notizia è che sei nel posto giusto e farò di tutto per darti le migliori informazioni e consigli utili sulla fascite plantare e soprattutto su come curarla in modo naturale, velocemente, senza farmaci o interventi chirurgici.

La cattiva notizia è che si tratta di una patologia estremamente subdola e se non trattata adeguatamente può sfociare in una ben più grave fasciosi plantare, cioè una patologia cronica degenerativa, da cui è molto più difficile liberarsi.

Ma andiamo con ordine e prima di capire come curarla vediamo di fare chiarezza e capire meglio cosa è la fascite plantare e cosa la provoca.

 

Cos’è la fascite plantare?

Per curare un problema bisogna prima di tutto capire bene di cosa si tratta e come si caratterizza.

Nel caso della fascite plantare, si tratta di una patologia del piede molto frequente, caratterizzata da un’infiammazione della fascia plantare, cioè della striscia di tessuto fibroso che va dal tallone alla base delle dita del piede.

Si tratta ovviamente di una struttura importantissima per molti motivi, ma soprattutto perché ha la funzione di sostenere le ossa del piede e distribuire uniformemente il peso del corpo quando camminiamo.

Una infiammazione della fascia provoca dolore intenso quando si cammina, a volte rende addirittura impossibile camminare in fase acuta.

Un altro sintomo caratteristico è la rigidità, soprattutto al mattino. Questo perché essendo la fascia infiammata e danneggiata, tende ad accorciarsi.

E’ di fondamentale importanza curare tempestivamente la fascite plantare per evitare che cronicizzi e si instauri una fasciosi, cioè un danno degenrativo della fascia.

Qual è la differenza?

Mentre la fascite è un problema infiammatorio, la fasciosi è un problema degenerativo strutturale, cioè c’è un’alterazione del tessuto che compone la fascia, il quale viene sostituito da tessuto cicatriziale mal formato e continua a provocare dolore ed a generare infiammazione continuamente.

 

Cosa provoca la fascite plantare?

Le cause alla base della fascite plantare sono tante e varie, alcune note ed altre spesso misteriose.

Una tra tutte però viene ufficialmente riconosciuta come la causa scatenante principale: i microtraumi.

La fascite plantare viene provocata principalmente da microtraumi frequenti e ripetuti nel tempo.

Come abbiamo visto, la fascia plantare si trova sotto la pianta del piede, quindi viene sollecitata continuamente ogni volta che camminiamo, saltiamo, corriamo, ecc…

Ecco perché si tratta di una patologia particolamente frequente in sportivi, soprattutto in caso di sport che prevedono un sovraccarico a livello dei piedi, come ad esempio il running, basket, pallavolo, calcio, ecc.

Un altro fattore che ha un incidenza importante è l’obesità, infatti un carico eccessivo va a sollecitare in maniera esponenzialmente maggiore la fascia, che deve sopportare un peso per il quale non è predisposta.

Fascite plantare: le cure da evitare.

Il fatto che la fascite plantare sia ancora oggi una delle patologie ortopediche più insidiose e difficili da curare, è dovuto principalmente al fatto che le cure che vengono comunemente usate dalla maggior parte degli specialisti, non sono adeguate.

Mi spiego meglio:

La fascite plantare, come abbiamo visto, è una patologia causata da microtraumi, che vanno a danneggiare il tessuto che compone la fascia, provocando infiammazione e dolore.

Come per ogni patologia, l’unico modo per risolvere il problema definitivamente è agire sulla causa che l’ha generato.

In questo caso l’obiettivo del trattamento dovrebbe essere quello di eliminare temporaneamente i microtraumi per evitare ulteriori danni e soprattutto favorire la riparazione e la rigenerazione dei tettui danneggiati.

Purtroppo però le cure che vengono prescritte per la fascite plantare vanno esattamente nel senso opposto.

Vengono infatti prescritte vagonate di farmaci anti infiammatori o addirittura cortisone. In altri casi ho visto personalmente prescrizioni di ionoforesi, laser terapia, tens, ecc.

Tutti trattamenti che vanno ad eliminare l’infiammazione o a coprire il dolore, ma non hanno nessun effetto sulla riparazione e la rigenerazione dei tessuti.

Inoltre l’infiammazione e il dolore sono necessari alla guarigione.

L’infiammazione da il via al processo di riparazione, attivando un meccanismo di protezione e autoriparazione dell’organismo.

Il dolore invece è un segnale importante che ci indica se possiamo svolgere o meno determinati movimenti e se stiamo procedendo nella giusta direzione verso la guarigione oppure no.

Eliminare dolore ed infiammazione attraverso i farmaci, senza agire sulla riparazione dei tessuti, non è MAI una buona idea.

 

Fascite plantare cure efficaci e pratiche

Per i motivi che abbiamo già visto, la cura della fascite plantare deve essere basata su due pilastri fondamentali:

  • Eliminare il rischio di uteriori microtraumi
  • Mettere in atto una serie di cure rivolte a favorire la riparazione e la rigenerazione dei tessuti danneggiati.

La prima cosa da fare dunque è proteggere il piede e metterlo a riparo da ulteriori possibili traumi che andrebbero ad aggravare la situazione.

Come eliminare il rischio di ulteriori microtraumi

Evitare che il piede subisca ulteriori traumi quando è infortunato, è fondamentale per risolvere il problema nel minor tempo possibile ed evitare che si aggravi.

Per proteggere il piede nella prima fase utilizzeremo tre strategie diverse: il riposo attivo, il taping e l’utilizzo di scarpe adeguate.

Vediamole una ad una:

Riposo attivo

Consiste nel mantenere il piede a riposo, o ridurne al minimo l’utilizzo, in modo da salvaguardare la zona danneggiata e favorire il lavoro delle cellule deputate a riparare il danno.

Allo stesso tempo però sarà utile svolgere movimenti o attività fisiche che non sollecitano il piede, come ad esempio il nuoto oppure allenare la parte superiore del corpo.

In questo modo è possibile mantenere una circolazione attiva del sangue e delle sostanze nutritizie necessarie alla guarigione, ma senza rischiare di danneggiare ulteriormente il piede malato.

Taping

Consiste nell’applicare una fasciatura particolare alla pianta del piede, in modo da stabilizzarla e favorire l’ammortizzamento in caso di eventuali microtraumi.

Scarpe adeguate

La scelta di scarpe comode è fondamentale per la cura della fascite plantare. Scarpe rigide o con tacchi alti possono provocare danni molto seri ad una fascia plantare già danneggiata, si consiglia quindi di indossare scarpe da ginnastica di categoria a3.

 

Come favorire la riparazione e la rigenerazione dei tessuti danneggiati

A differenza dei trattamenti anti infiammatori e anti dolorifici, che vanno ad agire solo sui sintomi, ma non sulla causa che li ha generati, le cure biostimolative, favoriscono la riparazione dei tessuti danneggiati e di conseguenza accelerano la guarigione.

Per quanto riguarda la fascite plantare, a tale scopo sono utili: il massaggio dei trigger point, il massaggio del tessuto connettivo, esercizi di stretching, proloterapia, ecc.

Non tratterò ciascuno di questi trattamenti in maniera approfondita in questo articolo perché ne ho già parlato abbondantemente nell’articolo: “Fascite plantare: rimedi naturali“.

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